Alla Zanzara Lombardo parla di marijuana, mafia e post-politica

Gli irriverenti Cruciani e Parenzio hanno intervistato nel loro programma La Zanzara: Raffaele Lombardo, durante la puntata del 9 luglio, stuzzicandolo su diversi temi. Si è parlato di assunzioni, mafia, uso di droghe, dimissioni e futuro.

Si comincia subito con Cruciani, che ascoltando il tono basso della voce chiede cosa non vada nel governatore e questi risponde che nell’altra stanza lo «aspettano delle persone» con cui deve concludere una riunione. Un assist per Parenzio che attacca subito parlando di “assunzioni”. Il governatore risponde scherzando: «Certamente, un centinaio almeno, altrimenti non ci provo piacere».

Le 100 nomine – «Intanto non si tratta di nessuna assunzione. No nomina di dirigenti. Nomina di revisori di conti, nomina di dirigenti generali. Atti che se non avessi compiuto, si sarebbe realizzato il reato di abuso d’ufficio. Mentre a proposito di assunzioni, prendete atto vi prego, il mio governo a portato in aula una legge, che è stata approvata a fine 2008 con cui sono bloccate le assunzioni alla Regione e in tutti gli enti controllati e finanziati dalla Regione. Quindi nessuna assunzione in questi anni, neppure una».

Tagli dei dipendenti regionali – «Siccome non li si può eliminare, e non si possono licenziare i dirigenti pubblici, bisogna aspettare che vadano in pensione, cosa che ovviamente accade fisiologicamente. Nell’arco di dieci anni, visto che l’età media di questi signori è sui 55-56 anni, si potrà arrivare ad un livello fisiologico».

Probabilmente entro i prossimi dieci anni «si arriverà ad un numero più contenuto, che deve essere sufficiente allo svolgimento delle funzioni che la Regione svolge». Il vero problema è legato alla struttura dello statuto regionale: «Noi abbiamo molte molte più funzioni di quelle a statuto ordinario, perché nelle altre regioni molte delle funzioni che svolgiamo noi li svolgono lo Stato e quindi dipendenti statali». «Sono tanti, sono troppi, ma ripeto li abbiamo trovati, ma molti sono andati in pensione». Eppure anche venisse introdotto il principio che permetta di licenziare i dipendenti pubblici, Lombardo si tira indietro e ammette che «probabilmente non lo farei».

Sui dirigenti regionali – «C’erano 2000 dirigenti. Noi abbiamo ridotto i dirigenti generali, che una volta erano una quarantina, per una regione che ha 5 milioni di abitanti, oggi si sono ridotte a 29».

Nomina del dirigente in carcere – «Io non l’ho nominato, ma se leggete la stampa vedete che questa non è informazione corretta. C’erano dei curriculum, mi pare 5, presentati dal socio pubblico e dal socio privato, questa è una società mista, sarà stato segnalato questo signore, che ha dichiarato di avere carichi pendenti ma che pare non corrispondano a vero, dal momento in cui viene presentato il curriculum e alla nomina, che non viene fatta da me, intervengono questi arresti, tra parentesi per stalking. Il liquidatore avendo preso atto di questo fatto ha proposto la revoca e in caso avesse commesso il fatto, verrà perseguito per la dichiarazione falsa che ha fatto».

Le dimissioni del 31 luglio per anticipare il voto di riduzione dei deputati regionali – «Se si riducono i deputati da 90 a 70 per ridurre le spese di funzionamento dell’assemblea, o di indennità dei parlamentari, può essere utile e può anche non servire a nulla. Io per la verità, leggendo lo statuto della regione siciliana, leggo che da noi i deputati sono 90, si potrebbero dedurre anche a 45, se ci si limita solamente a ridurre la loro indennità, così non c’è bisogno di ridurre il numero dei deputati e non c’è bisogno che la Camera lo faccia. L’assemblea regionale ha votato all’unanimità la riduzione, credo ormai 7 mesi fa, la Camera e il Senato avrebbero potuto in doppia lettura farlo due volte. Non mi dimetto per anticipare il voto della camera».

L’Mpa come il partito bavarese – «L’altra volta ho detto, non in sede istituzionale ma politica, che si dovrebbe e si farà organizzare un partito come in Germania, dove per quanto riguarda i cristiano-democratici c’è un partito nazionale che si chiama CRU, e uno regionale della Baviera che si chiamo CSU, che se si mettono insieme si vedono solo per le elezioni politiche, altrettanto si può fare per la Sicilia dove, stesso discorso per il Trentino e Valle d’Aosta».

Mai provata la marijuana e altre droghe – «Devo confessare che non ho provato quest’ebrezza. Sarei quasi curioso, è uno dei tanti piaceri che non mi sono concesso». Incalzato da Parenzio che lo sprona sul possibile “piacere”, il governatore risponde: «Sicuramente è un piacere, così viene considerato, quindi non credo sia un dispiacere». «Ho detto che mi dedicherò all’agricoltura, quindi potrei piantare e coltivare marijuana, potrei farlo, credo che sia un reato e quindi incorrerei in sanzioni gravissime, però volendo…»

Gay e omofobia in Sicilia – «Grande sciocchezza, grandissima sciocchezza, collaboro quotidianamente con gay che trovo intelligenti, coraggiosi, sensibili e tenaci». Ci sono anche nell’Mpa? – «Mi pare ovvio. Credo che ci sia la stessa percentuale che si può trovare negli altri partito e in genere nella popolazione».

La Sicilia è pronta per Crocetta e il presidente Gay? – «Non esprimo giudizi politici. Posso dirle che è stato sindaco di una città difficilissima, Gela, forse la più difficile della Sicilia, è stato sindaco per 10 anni, ha fatto tanto bene da essere eletto con tanti consensi a deputato europeo, può darsi che diventi anche presidente della Regione. Votato a furor di popolo, sindaco e parlamentare europeo».

Post-politica, farà come Veltroni che prometteva di andare in Africa? – «Alla campagna ci vado spesso, sono legato, vengo da una famiglia di agricoltori, c’è l’ho nel sangue, quindi mi dedicherà tantissimo all’agricoltura, ma non farò solo quello. Non farò politica e non mi candiderò a nulla. Ormai la fase della politica, che è durata 40 anni, fa parte del passato».

Sulla mafia – «Non ho niente a che fare con la mafia, nessun governo come il mio, e c’è ne sono stati tanti in Sicilia in 66 anni trascorsi, non c’è ne uno che ha combattuto gli interessi della mafia come il mio. La mafia non è che mi fa schifo, molto di più, schifissimo».


Saul Caia

Saul Caia

Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento.
Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.
Saul Caia

Saul Caia

Giornalista freelance. Dopo alcune esperienze all'estero, tra cui Spagna, Canada e Stati Uniti, sono rientrato in Sicilia. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano realizzando video e articoli di cronaca e approfondimento. Tra i riconoscimenti più importanti ho ricevuto il DIG Awards 2017, il premio 'Roberto Morrione' 2012, il premio giornalista emergente in Sicilia 'Giuseppe Francese' 2016.

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